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T.I.M.E STORIES

Giocatori:
2-4
Età
14+
Durata:
90′
Prezzo consigliato: 44,90€

SHERLOCK HOLMES NEL FUTURO

Descrizione

T.I.M.E. Stories unisce investigazione, fantascienza, fantasy e suspance. Le storie immersive vi proietteranno in mondo diversi, in cui Voi siete degli agenti del tempo inviati per risolvere paradossi temporali. Dovrete far affidamenteo sulla vostra memoria, intuito e capacità deduttive. Elementare no?

Materiali

Il box base contiene tutto il necessario per giocare ogni scenario, il primo dei quali, Asylum, è compreso nella scatola. Le carte hanno illustrazioni molto valide e coerenti con l’estetica del mondo di gioco della missione specifica, permettendo così al giocatore d’immedesimarsi più facilmente nell’ambiente narrato; il resto della componentistica sembra volutamente scollegato dalla narrazione, presentando token asettici e futuristici, come a voler ricordare al giocatore d’essere un agente del tempo in missione.

Analisi delle meccaniche

All’inizio del gioco vi verrà affidata una missione che si dovrà portare a termine entro un numero specifico di turni. Ogni azione compiuta consumerà unità temporali, le quali, una volta terminate, vi riporteranno alla base, dalla quale potrete ripartire per iniziare la missione daccapo.
Durante lo svolgimento della vostra avventura troverete una forte componente aleatoria, infatti sia combattimenti che altre prove richiederanno un tiro di dadi, tuttavia la possibilità di ritornare sui propri passi una volta riniziata la missione, vi permetterà di limitare l’imprevedibilità del gioco, oltre ad evitare passaggi inutili in determinate zone della mappa.
T.I.M.E. Stories è un gioco con meccaniche piuttosto semplici che vanno ad enfatizzare le abilità investigative e sociali dei singoli giocatori, stimolando la loro capacità di prendere decisioni in gruppo per portare alla risoluzione della storia nel minor tempo possibile.

Considerazioni

T.I.M.E. Stories è un titolo avvincente ed immersivo. La componente narrativa del gioco è notevole, cosí come il gameplay e le meccaniche, decisamente solide. È molto raro trovare un board game investigativo in grado di mettere d’accordo giocatori esperti e meno, grazie alle sue meccaniche semplici ed accessibili a tutti, capaci di dare vita a dinamiche di gruppo davvero uniche. Il design del gioco è coinvolgente e sofisticato, le illustrazioni di ogni singola carta sono ben curate e coerenti con l’ambientazione.
Ci sono, tuttavia, alcune perplessità su T.I.M.E. Stories, prima fra tutte la rigiocabilità pressocchè nulla; infatti, ogni missione è guidata verso un unico finale (nel caso di successo), riducendo, così, ogni possibilità di riproporre lo stesso scenario ad altre persone o nel breve periodo. Altro punto debole è il prezzo, di circa 40 euro per il box base, più 20 euro circa per ogni espansione (attualmente sono 3 in italiano),che fa risultare T.I.M.E. Stories un gioco dispendioso per i non amanti del genere, seppur l’alta qualità dei materiali e del gioco in sè, rimangono un buon motivo per investire su questo boardgame.

PRO CONTRO
-gioco altamente immersivo e con una componente narrativa molto buona
-gameplay che mette in risalto le capacità dei giocatori
-adatto a giocatori esperti e inesperti
-rigiocabilità inesistente
-costo troppo alto
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C’ERA UNA VOLTA

Giocatori:
2-6
Età
8+
Durata:
20’40’
Prezzo consigliato: 24,90€

C’era una volta il libro delle favole, quello che il nonno prendeva dallo scaffale quando lo costringevate a leggervi per l’ennesima volta la vostra fiaba preferita, nonostante l’aveste sentita già cosi’ tante volte da correggere il povero vecchietto quando saltava una riga, vittima della stanchezza e della miopia.

Ecco, prendete quel libro e dimenticatevelo.

E’ vero, “C’era una volta” tratta di favole, ma e’ come se il buon vecchio libro fosse stato preso e frullato a pezzettini. Certo, avete sempre la principessa, il drago, il cavaliere e il finale -appunto- da favola, ma la storia? La storia dovete inventarla voi, stavolta. Niente bimbi saputelli che ti correggono anche le virgole, finalmente, direbbe il nonno! Potete cedere alla tentazione di raccontare come la principessa salvi il drago dal cavaliere cattivo o come una premurosa regina salvi a colpi di mele sette piccoli minatori dalle grinfie di una terribile Biancaneve. Persone particolarmente bieche e fantasiose potrebbero trasformarlo in una sorta di Trono di Spade coi personaggi delle favole dei fratelli Grimm, altri potrebbero raccontarci che Malefica non era davvero così malvagia e usare la storia nata dalla partita a “C’era una volta” per farci un film con Angelina Jolie, chissà…

Il gioco

Ogni giocatore dovrà raccontare una storia usando le carte “Racconto” come elementi principali della sua storia, scartandole man mano che vengono introdotte nella narrazione, per poi concludere in bellezza con la carta “Lieto fine”, che chiude la storia e lo decreta vincitore. Il problema è che gli altri giocatori possono interrompere il narratore, se questo inserisce nella sua narrazione un elemento che loro hanno tra le carte “Racconto”, prendendo così il controllo della storia per spingerla verso il loro finale.

Materiali

“C’era una volta” si presenta come un innocuo gioco di carte, in una bella confezioncina tutta a tema fiabe, ovviamente. Al suo interno, troviamo semplicemente il regolamento, un mazzo di carte “Lieto fine” e il mazzo di carte “Racconto”.

Considerazioni

Semplicità e l’immediatezza sono il punto di forza di questo gioco, grazie alle quali risulta godibile sia ai più piccini che agli adulti. L’importante è lasciare carta bianca all’immaginazione dei giocatori: i più piccoli finalmente potranno raccontare di quella volta che la Sirenetta è andata a bere il tè da Alice, i più grandi… beh, se avete amici come i miei, posso solo dire che questo gioco potrebbe far nascere una complicatissima storia di intrighi, spionaggi e situazioni assolutamente improbabili la cui conclusione ha fatto volare via un’intera serata, superando di gran lunga i 40 minuti indicati sulla confezione tra risate e colpi di scena.

La semplicità e l’immediatezza si notano anche nei materiali richiesti per giocare, ovvero Il contenuto della scatola e un gruppo di amici. Anche il tavolo dove appoggiare le carte risulta opzionale, potendo benissimo essere sostituito da un sedile di un treno, la schiena di un amico molto disponibile o una delle pietre di Stonehenge. Questo rende “C’era una volta” il gioco perfetto da portarsi dietro in qualunque occasione, visto che non richiede alcun tipo di preparazione.

Quello che è il grande pregio di questo gioco, però, risulta a volte anche il suo più grosso limite. Come vi ho già anticipato, per funzionare “C’era una volta” ha bisogno di fantasia e voglia di raccontare, ingredienti che devono possedere un po’ tutti i partecipanti, altrimenti la partita si terrà tra quei due o tre giocatori davvero in vena di giocare. Questo non è automaticamente un male: trattandosi di un gioco il cui succo è il divertimento nel raccontare assieme una storia, giocare meccanicamente a mettere in fila gli elementi della propria mano per arrivare al finale e vincere è forse peggio che non giocare affatto, dato che uccide l’atmosfera che si crea giocando. Inoltre, in presenza di giocatori molto giovani, è abbastanza facile che vi ritroviate nei panni del nonno che racconta la fiaba, almeno per le prime partite.

Insomma, se volete mettere a frutto tutti quegli anni di scuola passati a inventare le scuse più assurde per non aver fatto i compiti, se non ne potete più di raccontare la storia di Elsa a vostra figlia o volete allenarvi a inventare storie credibili per il giorno che toccherà a voi spiegare alla sposa perché l’avete abbandonata all’altare come nel film Blues Brothers (e volete qualcosa di meglio che “LE CAVALLETTEH”) questo è decisamente il gioco che fa per voi.

Ma non proponetelo agli amici del fantacalcio, ecco.

PRO CONTRO
-Regole semplici ma non per questo banale.
-Facilmente trasportabile
-Da giocare ovunque
-Non è adatto a persone con poca fantasia o che amano meccaniche complesse