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DAL G-COME GIOCARE 2017

Ecco alcuni giochi che abbiamo provato… Leggi di più

Siamo stati al “G come giocare”, la fiera di Milano dedicata ai giocattoli, appuntamento perfetto per chiunque volesse provare boardgames senza fare troppe file.
Abbiamo messo le mani su quattro titoli decisamente interessanti che ci sono sfuggiti (o non erano presenti) al Lucca Comics, perciò bando alle ciance e iniziamo con le flash-review della fiera.

Photosynthesis

Il gioco che più ci ha colpito è, senza dubbio, Photosynthesis, boardgame strategico edito da Oliphante. Personalmente non avevo troppe aspettative, eppure la grafica bambinesca d’ottima fattura e le dinamiche, che col procedere del gioco s’intensificano sempre di più, m’hanno convinto dell’effettivo valore di questo boardgame. Le regole, un po’ macchinose da imparare all’inizio, supportano perfettamente la tattica, la strategia e le eventuali contromosse dei giocatori.
Photosynthesis rende al massimo del suo potenziale in 4 giocatori, modalità in cui le dinamiche di gioco vengono enfatizzate e le meccaniche possono essere sfruttate in maniera più efficace dai partecipanti.
Data l’evidente complessità di gioco, mi sento di consigliare Photosynthesis a giocatori mediamente esperti e che non abbiano paura d’affrontare turni in cui è necessario soppesare ogni mossa.

Nome in Codice Duetto

La variante “Duetto” di “Nome in codice” è stata concepita per accentuare la cooperazione tra i giocatori. Le regole sono identiche al gioco base, eccezion fatta per la divisione in due squadre che scompare, eliminando così la modalità PvP.
Questa scelta di design appare piuttosto debole, infatti, perdendo la componente di time pressure data dalla competizione tra due squadre, vengono messe in secondo piano le abilità dei giocatori che, nel gioco base dovevano ingegnarsi per far trovare più agenti possibili ai propri compagni con una sola parola chiave, mentre, nella variante “Duetto”, si potrebbe semplicemente usare un sinonimo per ogni singola carta, rendendo il gioco estremamente semplice.
Per questi motivi, “Nome in codice duetto” può essere adatto a chi fosse in cerca di un gioco che può intrattenere senza impegnare troppo.

Diamant

Diamant è un press-your-luck game, in cui dovremo scegliere quanto inoltrarci dentro la miniera per recuperare gemme preziose. Più andremo in profondità, più avremo la possibilità di trovare ostacoli i quali ci forzeranno a tornare al campo base senza il nostro bottino, qualora dovessimo incontrarne due in un turno di gioco.
Le meccaniche sono molto semplici e mettono in risalto le scelte del giocatore, lasciandogli totale libertà d’optare per una tattica volta al rischio, piuttosto che alla prudenza.
Ogni turno i giocatori sceglieranno segretamente se continuare nel dungeon o uscire dalla miniera, inserendo nelle dinamiche di gioco l’elemento del bluff, che servirà ai giocatori per spingere in una determinata direzione le scelte degli avversari.
“Diamant” è un gioco tanto semplice quanto divertente, assolutamente consigliato a giocatori che cercano un boardgame per intrattenersi una buona mezz’ora.

Quarto

In “Quarto” dovremo allineare 4 pezzi con una stessa caratteristica (colore, forma, altezza), disponendo sulla plancia gli elementi che l’avversario ci darà in mano. Meccanica decisamente essenziale, ma assolutamente incisiva che valorizza tattica e strategia dei giocatori.
Il concept di “Quarto” è uno dei migliori visti in fiera: graficamente e meccanicamente minimale, fa emergere un gameplay complesso con infinite soluzioni.
“Quarto” è adatto a chiuque apprezzi i giochi di deduzione poveri di meccaniche, ma ricchi di dinamiche.

Cesare ” Fylian ” Fortunato

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