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C’ERA UNA VOLTA

C’era una volta il libro delle favole… Leggi di più

Giocatori:
2-6
Età
8+
Durata:
20’40’
Prezzo consigliato: 24,90€

C’era una volta il libro delle favole, quello che il nonno prendeva dallo scaffale quando lo costringevate a leggervi per l’ennesima volta la vostra fiaba preferita, nonostante l’aveste sentita già cosi’ tante volte da correggere il povero vecchietto quando saltava una riga, vittima della stanchezza e della miopia.

Ecco, prendete quel libro e dimenticatevelo.

E’ vero, “C’era una volta” tratta di favole, ma e’ come se il buon vecchio libro fosse stato preso e frullato a pezzettini. Certo, avete sempre la principessa, il drago, il cavaliere e il finale -appunto- da favola, ma la storia? La storia dovete inventarla voi, stavolta. Niente bimbi saputelli che ti correggono anche le virgole, finalmente, direbbe il nonno! Potete cedere alla tentazione di raccontare come la principessa salvi il drago dal cavaliere cattivo o come una premurosa regina salvi a colpi di mele sette piccoli minatori dalle grinfie di una terribile Biancaneve. Persone particolarmente bieche e fantasiose potrebbero trasformarlo in una sorta di Trono di Spade coi personaggi delle favole dei fratelli Grimm, altri potrebbero raccontarci che Malefica non era davvero così malvagia e usare la storia nata dalla partita a “C’era una volta” per farci un film con Angelina Jolie, chissà…

Il gioco

Ogni giocatore dovrà raccontare una storia usando le carte “Racconto” come elementi principali della sua storia, scartandole man mano che vengono introdotte nella narrazione, per poi concludere in bellezza con la carta “Lieto fine”, che chiude la storia e lo decreta vincitore. Il problema è che gli altri giocatori possono interrompere il narratore, se questo inserisce nella sua narrazione un elemento che loro hanno tra le carte “Racconto”, prendendo così il controllo della storia per spingerla verso il loro finale.

Materiali

“C’era una volta” si presenta come un innocuo gioco di carte, in una bella confezioncina tutta a tema fiabe, ovviamente. Al suo interno, troviamo semplicemente il regolamento, un mazzo di carte “Lieto fine” e il mazzo di carte “Racconto”.

Considerazioni

Semplicità e l’immediatezza sono il punto di forza di questo gioco, grazie alle quali risulta godibile sia ai più piccini che agli adulti. L’importante è lasciare carta bianca all’immaginazione dei giocatori: i più piccoli finalmente potranno raccontare di quella volta che la Sirenetta è andata a bere il tè da Alice, i più grandi… beh, se avete amici come i miei, posso solo dire che questo gioco potrebbe far nascere una complicatissima storia di intrighi, spionaggi e situazioni assolutamente improbabili la cui conclusione ha fatto volare via un’intera serata, superando di gran lunga i 40 minuti indicati sulla confezione tra risate e colpi di scena.

La semplicità e l’immediatezza si notano anche nei materiali richiesti per giocare, ovvero Il contenuto della scatola e un gruppo di amici. Anche il tavolo dove appoggiare le carte risulta opzionale, potendo benissimo essere sostituito da un sedile di un treno, la schiena di un amico molto disponibile o una delle pietre di Stonehenge. Questo rende “C’era una volta” il gioco perfetto da portarsi dietro in qualunque occasione, visto che non richiede alcun tipo di preparazione.

Quello che è il grande pregio di questo gioco, però, risulta a volte anche il suo più grosso limite. Come vi ho già anticipato, per funzionare “C’era una volta” ha bisogno di fantasia e voglia di raccontare, ingredienti che devono possedere un po’ tutti i partecipanti, altrimenti la partita si terrà tra quei due o tre giocatori davvero in vena di giocare. Questo non è automaticamente un male: trattandosi di un gioco il cui succo è il divertimento nel raccontare assieme una storia, giocare meccanicamente a mettere in fila gli elementi della propria mano per arrivare al finale e vincere è forse peggio che non giocare affatto, dato che uccide l’atmosfera che si crea giocando. Inoltre, in presenza di giocatori molto giovani, è abbastanza facile che vi ritroviate nei panni del nonno che racconta la fiaba, almeno per le prime partite.

Insomma, se volete mettere a frutto tutti quegli anni di scuola passati a inventare le scuse più assurde per non aver fatto i compiti, se non ne potete più di raccontare la storia di Elsa a vostra figlia o volete allenarvi a inventare storie credibili per il giorno che toccherà a voi spiegare alla sposa perché l’avete abbandonata all’altare come nel film Blues Brothers (e volete qualcosa di meglio che “LE CAVALLETTEH”) questo è decisamente il gioco che fa per voi.

Ma non proponetelo agli amici del fantacalcio, ecco.

PRO CONTRO
-Regole semplici ma non per questo banale.
-Facilmente trasportabile
-Da giocare ovunque
-Non è adatto a persone con poca fantasia o che amano meccaniche complesse

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